Saranno quattro i candidati a sindaco alle elezioni comunali di Reggio Calabria, una delle cinque città con popolazione superiore ai 100 mila abitanti che tornano al voto il 24 e 25 maggio prossimi.

In riva allo Stretto si chiude un ciclo di ben dodici anni targato Giuseppe Falcomatà, nel frattempo eletto consigliere regionale ad ottobre scorso. Va ricordato che le amministrative interesseranno tutti i Comuni arrivati a scadenza naturale del mandato quinquennale, quelli rinnovati nel secondo semestre del 2020 (è il caso proprio di Reggio) e i centri chiamati al voto per motivi straordinari. Lo slittamento di un anno rispetto alla scadenza quinquennale delle consiliature è dovuto al rinvio delle elezioni amministrative del 2020 al mese di settembre, causato dalla pandemia di Covid.

Ai nastri di partenza le due coalizioni di centrodestra e centrosinistra e due candidati di estrazione civica che, salvo modifiche dell’ultima ora, presenteranno alla Segreteria generale di Palazzo San Giorgio, ben 21 liste con un carico aspiranti assessori e consiglieri pari a circa 640 candidati, che crescono di numero se si tiene conto che si tornerà a votare anche per le Circoscrizioni, riformate nel numero e nelle dimensioni: saranno infatti 5 i Municipi che raccoglieranno la popolazione residente (172.479 abitanti all’ultima rilevazione) che dovrà eleggere un presidente e sedici consiglieri circoscrizionali, con un sistema elettorale che prevede una sola lista a sostegno del candidato presidente.

Resta invece invariato il sistema elettorale per il Comune, vale a dire maggioritario a doppio turno che prevede in caso di mancata vittoria di uno dei candidati al primo turno, il ballottaggio fissato al 7 e 8 giugno. Da ricordare che chi diventerà sindaco di Reggio Calabria sarà anche il sindaco della Città Metropolitana.

Domenico Battaglia candidato per il Centrosinistra

È da considerare l’uscente di questa tornata amministrativa, avendo preso il posto in qualità di facente funzioni di Giuseppe Falcomatà eletto a Palazzo Campanella. Per lui quattro mesi di fuoco tra incombenza amministrative e candidatura. D’altra parte il 65enne figlio d’arte – il padre Pietro Battaglia a cui è dedicata l’aula consiliare di Palazzo San Giorgio fu il sindaco del Rapporto alla città negli anni della Rivolta – è diventato il candidato unico e unitario del centrosinistra solo dopo aver seguito il percorso delle primarie che l’hanno visto vincente contro i due avversari Massimo Canale e Giovanni Muraca.

A Palazzo San Giorgio ha ricoperto i ruoli di assessore alla Mobilità prima e al Bilancio poi. Il suo è un programma che in continuità con quanto realizzato dal suo predecessore guarda all’area integrata dello Stretto proponendo Reggio quale realtà importante al centro del Mediterraneo. Al suo fianco sei liste con il Partito democratico, Battaglia sindaco, Avs, Casa riformista (che mette insieme socialisti repubblicani e renziani di Italia viva) e due liste civiche costruite da Giuseppe Falcomatà: Reset e La Svolta. Ci sarebbe dovuta essere anche una settima lista, Innamorarsi di Reggio, sempre legata all’ex sindaco Falcomatà, che non si è riusciti a completare, innescando una serie di conseguenze che si riverbereranno anche sulla scelta dei candidati a presidente delle circoscrizioni.

Francesco Cannizzaro candidato per il centrodestra

L’ufficializzazione della candidatura è arrivata solo a fine marzo, ma l’annuncio vero era stato fatto ad ottobre 2025, a margine delle elezioni regionali vinte da Roberto Occhiuto. Da Piazza Duomo infatti il parlamentare reggino e segretario regionale di Forza Italia diede la sua disponibilità ad impegnarsi in prima persona riscuotendo l’alto gradimento della coalizione che lo ha naturalmente eletto leader della coalizione, mostrando sin da subito compattezza e solidità, ma anche volontà di allargamento al centro, ricevendo l’appoggio anche dei calendiani di Azione.

La sua proposta politica, che parte da una narrazione negativa degli ultimi dodici anni, mira alla normalizzazione della città con una proposta programmatica che guarda al futuro declinata in dieci punti. Per realizzarla sarà affiancato da dodici liste con Forza Italia, Cannizzaro sindaco, Fratelli d’Italia, Lega, Noi Moderati, Azione, Alternativa popolare, Democrazia cristiana, e le civiche Ogni giorno Reggio Calabria di emanazione del capogruppo in Consiglio regionale Domenico Giannetta, Insieme si può, Reggio protagonista e la storica Reggio futura.

Eduardo Lamberti Castronuovo candidato per il Polo civico

Non è il primo tentativo, quello di Eduardo Lamberti Castronuovo, di mettere su un polo autenticamente civico, alternativo ai partiti. Per questo la sua campagna elettorale è partita praticamente tre anni fa, quando lanciò la propria candidatura a sindaco in una manifestazione ospitata nei locali della sua emittente televisiva.

Editore, presidente del Conservatorio Cilea e principalmente medico, è una personalità poliedrica molto nota in città che in diverse stagioni ha prestato la sua professionalità ad amministrazioni di estrazione politica diversa vestendo i panni di assessore, tanto a Palazzo San Giorgio, quanto a Palazzo Alvaro, sede della Città Metropolitana. Anche per lui l’obiettivo primario è «normalizzare la città», per questo ha scelto di condurre in solitaria la sua battaglia di civiltà senza nascondere di parteggiare per Cannizzaro nel caso in cui si andrà al ballottaggio. Al suo fianco due liste Polo civico e Reggio Normale.

Saverio Pazzano candidato sindaco per “La strada”

Anche quella di Saverio Pazzano è da considerarsi una proposta autenticamente civica. Così ha provato a fare in questi ultimi sei anni da consigliere comunali di opposizione, di chiara estrazione progressista, senza fare sconti a Giuseppe Falcomatà. È al suo secondo tentativo, essendosi candidato sindaco già alle comunali del 2020. Il suo è un giudizio critico dell’amministrazione uscente, declamato col motto «si può chiedere fiducia solo se la si merita».

Trasparenza e partecipazione sono le parole d’ordine di un programma declinato in una campagna elettorale itinerante con i “comizi d’amore” che hanno l’obiettivo di dare più attenzione ai quartieri rivendicando un modello di politica basato sul confronto diretto con la città, e non chiuso nelle segreterie di partito. A suo sostegno l’unica lista “La Strada”.