Il Comune presenta denuncia e annuncia più controlli. Il sindaco Nocera: «Palizzi è una comunità sana e lontana da simili nefandezze». Per il vicesindaco D'Aguì «Immagini scioccanti che non rappresentano il nostro sentire». Sul posto i Carabinieri di Bianco e Palizzi per i rilievi
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Un risveglio scioccante per la comunità di Palizzi. La domenica, che per molti significa silenzio e raccoglimento al cimitero, si è aperta con un’immagine che ha lasciato senza parole i primi visitatori arrivati davanti alle cappelle del camposanto comunale, e che si sono ritrovati sul possibile luogo di un rito satanico o comunque esoterico, costituito dal sacrificio di alcuni animali. Una scena costruita con metodo, che ha immediatamente generato sconcerto e allarme.
Davanti ai loculi erano stati sistemati due piatti rossi, affiancati. Su ciascuno una gallina sventrata, aperta a pancia in su, con le viscere fuoriuscite e le ali aperte e spiegate simmetricamente ai lati. Nel becco di entrambe un mozzicone di sigaretta fumata e poi spenta. Su un piatto una candela rossa, sull’altro una candela nera, entrambe consumate. Alle spalle degli animali, verso il lato delle cappelle, due calici riempiti con un liquido scuro e denso, accanto a una bottiglia di fragolino e a un cero votivo spento. Poco distante, su un piatto trasparente, un pezzo di carne presumibilmente di maiale con sopra cipolla cotta; sullo stesso piatto un sigaro lungo con fascia tricolore, acceso e poi spento. Sul pavimento tracce di sangue, piume e granaglie.
La scoperta è stata immediatamente segnalata dai fedeli al Comune. Il vicesindaco Stefano D’Agui si è recato sul posto nel giro di pochi minuti, allertando tempestivamente le forze dell’ordine. Sono intervenuti i carabinieri della Squadra Mobile di Bianco e quelli della Stazione di Palizzi, che hanno effettuato con dovizia i rilievi tecnici ed interdetto l’area interessata per preservare eventuali elementi utili alle indagini. Gli investigatori stanno acquisendo le immagini delle telecamere presenti nello svincolo attiguo alla Strada Statale 106. Sull’attività investigativa vige il massimo riserbo.
Il sindaco Umberto Felice Nocera ha annunciato la presentazione di una formale denuncia da parte del Comune e ha condannato con fermezza l’accaduto. «Abbiamo immediatamente denunciato i fatti alle forze dell’ordine. Confidiamo nel loro lavoro perché venga individuato al più presto chi si è reso responsabile di questo gesto. Palizzi è una comunità sana, perbene, lontana da simili nefandezze», ha dichiarato ai nostri microfoni, annunciando anche il potenziamento dei sistemi di sicurezza e della videosorveglianza attorno al cimitero comunale.
«Le immagini che ho visto sono scioccanti e fanno male – il commento del vicesindaco Stefano D’Agui, tra i primi a raggiungere il cimitero dopo l’allarme –. Non rappresentano minimamente il vivere e il sentire della nostra città, che è devota e rispettosa. Non dobbiamo lasciarci abbattere da un episodio che riteniamo isolato. Ci auguriamo che i responsabili vengano assicurati alla giustizia anche per il male inflitto agli animali».
Il plauso dei fedeli e delle famiglie dei defunti presenti sul luogo è andato in prima persona anche ai militari di Bianco e Palizzi, per la dovizia con cui hanno subito operato e la sensibilità avuta nei confronti dei familiari, dovuta anche al luogo teatro dell’accaduto.
Il parallelismo con quanto successo a Taurianova nel dicembre scorso è inevitabile. Scena praticamente identica: anche allora animali sgozzati, piatti, candele e liquido rosso avevano alimentato l’ipotesi di un possibile rito esoterico o satanico. Anche nel caso di Palizzi, tuttavia, si parla al momento esclusivamente di ipotesi, non lasciando alcuna pista inesplorata.
Rito satanico e/o esoterico, emulazione o bravata? Le indagini sono in corso e non vi sono al momento elementi che consentano di qualificare con certezza il gesto senza le dovute indagini. Resta lo shock di una comunità che si è svegliata con un episodio estraneo alla propria identità e che ora attende risposte dagli accertamenti in corso.

